
[ASSUNTO DA UN PRECEDENTE INTERVALLO]

Al botteghino regna ressa e fila, qualcuno s’aggrappa alla cassa tentando di rapire la cassiera per la Prima assolutistica, altri tentano di forzare il portone del Circolo a numero chiuso, ma la Compagnia dell’ICE non concede tregua per la caccia al bisonte il numero altrettanto taciuto; promette vendetta nei votati intervalli pubblicitari, mentre l’Acrobata sul filo del rasoio regalato a tutti i partecipanti del Grande Teatro con promessa di replica, indossa un nuovo costume di Scena.
La folla grida piange applaude alla Prima, in Seconda ed in Fila regna ed impera dubbio, in Fila indiana passione ed antico onore qualcuno rimpiange Tinto, dal fondo della platea destinata ai ‘latinos-americani’ senza asilo di soggiorno, si prega e piange la Madonna la quale ha concesso il miracolo del giusto e retto orientamento proprio vicino all’uscita di sicurezza.
In Galleria, e non solo quella del Brennero, regna incertezza e silenzio, non essendo la sola ne l’unica né la Prima, s’attende la replica al cantiere in altro tendone di Paese; l’ansia fa’ da padrona e qualche psicologo ogni qual volta l’Impero colpisce ancora, incoraggia e reclamizza l’intera folla, ha usurpato il trono al cieco Poeta, ed hora in questa difficile hora, di attesa collettiva per la Prima assolutistica narra l’Odissea – non ignorando Nessuno -giacché potrebbe donare la perduta Vista circa l’intera ed ancor più oscura sceneggiatura.
I più fortunati vengono esonerati dell’Uno del Più e del Meno, si promette viaggio di piacere a Lourdes con tutti i miracolati della Vita di poter bere acqua diluita per il nuovo miracolo del Giorno, per quello della Notte al loro ritorno provvederà il Conte della più nobile e distinta sorte.
Nessuno più ode le voci della Natura dicono si sia smarrito in una fitta nebbia privato della Luce del Quinto potere, Omero cura ogni cura con maggior cura in previsione della replica per Ogni più grandiosa Opera… al nobile servigio della Maestra!

Probabilmente ne deduciamo da buoni critici cinematografici di questo ed ogni Macellum, che il nostro Uomo non essendo industriosamente affogato nel frattempo o nei margini del tempo concesso fra un intervallo pubblicitario e l’altro, si sia accompagnato con i noti topi della stiva, quelli importati in una altro e più noto Dramma allorquando Vladimiro impalatore tentò di attraccare la Nave al porto non lontano la Valle del dolore.
La Valle lo ricorda con immenso rimpianto, porge collo petto e lacrima di dolore distillato al giusto grado del Fuoco di Russia offerto a tutti i fasci & militi della trincea nella replica della Grande Guerra; i bambini, infanti putti & pargoli figli di madre sconosciuta e di più antico mestiere… sono fasciati a lutto, camminano muti disertando la predica del potere; gli adulti tracannano come piattaforme di petrolio per sopravvivere all’intera Odissea, falciano le Selve della morte e attendono l’impalatore eterno loro produttore & padrone.
Il loro sangue puro non accetta condono edilizio non vuole il suolo infangato da un diverso prefabbricato Virus!
La razza è una cosa seria!

Il Cinema dicono, è una cosa seria…
Accennavamo, poco sopra, ancorati ad un diverso quinquennale piano edilizio celebrato dal partito di Silvio & non lontano da Macellum il loro pastore preferito, circa e all’incirca ed ovvero, al ritorno del Terzo Uomo, ebbene gente di platea o di galleria & dal buon palato, il suo ritorno di serie atteso dal nobile paese grattugiato, all’hora di pranzo con annessa ultima cena con piada rustica cotta & servita sulla brace di Kiev…

Per la Difesa della Scala, quella per intenderci che permette ogni Uscita di Sicurezza per i sacrificati piatti del giorno alla mensa della povertà assolutistica, viene stanziato il nuovo Teatro di Pergamo, ma hor hora essendo vicino a Bergamo porterà il suo nome; quindi in Difesa di questa superiore razza viene concesso & permesso il Diritto della parabolica offerta al Libero Mercato del nuovo apparato, con tal patto d’acciaio in accordo con il Terzo Uomo, abbiamo così raggiunto oltre ogni prevedibile previsione il giusto margine al botteghino del profitto.

Il paesaggio oscuro e ognuno attende la parabola del Padrino la quale promette maggior con minor margine di sicurezza garantita, la Difesa presidia la Scala e al Colosseo s’attende replica!
Vengono recitate preghiere e promesse collettive, la formula la medesima, la Scena più oscura e severa, giacché domina dietro ad un muro la famigerata Guerra Fredda all’altare di Pergamo; Ognuno, Nessuno escluso in quanto esiliato all’isola della Grotta di Circe servita dalla barista terrorista della porchetta padana, trema di freddo spera solo nella Selva di Lula, negli intervalli fra una Prima Seconda e Terza guerra con vista mozzafiato dell’uomo preferito, intaglia il suo amato burattino, ci parla e gli regala l’abbecedario del futuro Diritto alla scuola del Maestro, nel quale vien insegnato ogni abuso dello stesso per rendere il Sangue di Vladimiro al gusto preferito…

La cabina aveva raggiunto la sommità della Ruota e stava sospesa, immobile, mentre una macchia di tramonto si irraggiava contro un cielo color carta spiegazzata, oltre i neri raggi della Ruota.
‘Perché i russi hanno cercato di prendere Anna Schmidt?’.
‘Aveva documenti falsi, vecchio mio’.
‘Chi gliel’ha detto?’.
‘È il prezzo da pagare per vivere in questa zona, Rollo. Sono pur obbligato a rendere qualche servizio. Qualche informazione di tanto in tanto gliela devo passare’.
‘Pensavo lo avessi fatto per averla qui con te… Perché era la tua ragazza. Perché la volevi’.
‘Non ho tutto questo potere’ sorrise Harry.
‘Che cosa le sarebbe successo?’.
‘Niente di grave. L’avrebbero rimandata in Ungheria oppure in Cecoslovacchia magari a Praga! Non c’è quasi niente contro di lei. Un anno in un campo di lavoro, forse. Molto meglio per lei stare a casa sua che essere agli ordini della polizia inglese’.
‘Di te non gli ha detto niente’.
‘È una brava ragazza’ ripeté Harry, soddisfatto e orgoglioso.
‘Ti ama’.

‘E la amo anch’io?’.
‘Ottima cosa, mio caro. Trattala bene, se lo merita. Sono contento’. Dava l’impressione di aver sistemato ogni cosa per il meglio e per tutti. ‘E puoi anche aiutarla a tenere la bocca chiusa. Non che lei sappia niente di importante’.
‘Mi viene voglia di buttarti giù dal finestrino’.
‘Ma non lo farai. Tutte le volte che litighiamo poi facciamo la pace. Ti ricordi quella litigata al Café Monaco, quando abbiamo giurato che non ci saremmo mai più visti? Mi fiderò sempre di te, Rollo. Kurtz voleva persuadermi a non venire, ma io ti conosco. Poi ha cercato di persuadermi, be’, a organizzare un incidente. Mi ha detto che in questa cabina sarebbe stato facilissimo’.
‘Se non fosse che io sono più forte di te’.
‘Ma io ho una pistola. Credi che una ferita di pallottola si vedrebbe ancora, se tu cadessi da quassù?’.
La cabina ricominciò a muoversi, veleggiando lentamente verso terra, fino a che le mosche divennero nani, e infine divennero esseri umani riconoscibili.
‘Che stupidi siamo, Rollo, a parlare così, come se io potessi davvero fare a te una cosa simile, o tu a me’.
Si girò di spalle e appoggiò la faccia contro il vetro.
Una spinta…
‘Quanto guadagni in un anno con i tuoi western?’.
‘Circa mille sterline’.
‘Meno le tasse. Io ne guadagno trentamila senza tasse. È così che si fa. Di questi tempi non c’è molto rispetto per gli esseri umani. I governi non ne hanno, perché dovremmo averlo noi? Parlano di popolo e di proletariato. Per me ci sono solo gonzi. È la stessa cosa. Loro hanno i propri piani quinquennali, e io ho i miei’.

‘Oh, ma io credo ancora, mio caro. In Dio, nella pietà, e in tutte quelle belle cose. Non faccio male all’anima di nessuno, io. I morti sono più felici da morti. Non perdono molto, poveri diavoli’
….Aggiunse con quel suo strano tocco di genuina compassione, mentre la cabina raggiungeva il suolo e le facce delle vittime predestinate, le stanche facce alla ricerca di un po’ di piacere domenicale, li guardavano di là dal finestrino. «Guarda che potrei ancora introdurti.