
PROSEGUE CON L’INCHIOSTRO VERDE PROSEGUE CON L’ERETICO LUPO
Il virus che si diffonde lungo la Via Emilia, infettando migliaia di postini fino a incendiare le Camere del Lavoro, deve essersi sviluppato in tempo di pace. Non può essere altrimenti. Non è che siano rinati in guerra; la guerra li ha semplicemente riportati alla loro vera natura, li ha resi ciò che già erano. Forse il fascismo non è l’ospite di questo virus che si diffonde, ma piuttosto l’ospite stesso.
Innanzitutto, è necessario chiarire i concetti fondamentali che verranno utilizzati in questo breve articolo. Sia la Lega di Matteo Salvini che i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni appartengono alla destra radicale populista, ovvero alla destra radicale. Abbiamo scelto questo termine, piuttosto che altri più diffusi come estrema destra o destra radicale, perché ci permette di definire una posizione metodologica.
Sebbene i termini ‘radicale’ ed ‘estremista’ siano spesso usati in modo intercambiabile, soprattutto dai media, la letteratura accademica su questi partiti li distingue come oggetti di studio chiaramente differenti. Da un lato, un partito di estrema destra si fonda su una netta opposizione alla democrazia liberale, cercando di minarla dall’interno o dall’esterno. Dall’altro lato, un partito di estrema destra, pur attaccando alcuni principi liberali – come i limiti costituzionali e il pluralismo – non mira alla distruzione o alla sostituzione diretta del sistema esistente.
I radicali mettono a dura prova e distorcono la democrazia liberale, ma non vi si oppongono apertamente.
Cosa intendiamo dunque per partiti populisti di estrema destra?
Essenzialmente, si tratta di formazioni con tre caratteristiche. Elementi costitutivi: nativismo, autoritarismo e populismo. Secondo questo nucleo ideologico, sviluppato dal politologo olandese Cas Mudde, questi tipi di organizzazioni politiche mirano ad avere stati popolati esclusivamente da membri del gruppo nazionale e non da membri non nazionali (nativismo); basano la loro azione politica sulla critica e la messa in discussione costanti delle istituzioni liberali (autoritarismo); e impiegano una logica discorsiva fondata sulla dicotomia ‘noi’ contro ‘loro’.
La Lega e Fratelli d’Italia sono prodotti di tradizioni ideologiche molto diverse, convergenti sotto l’ombrello della destra radicale populista.
(Daniel V. Guisado e Jaime Bordel Gil)

Con questa breve nota andiamo ad introdurre un nuovo concetto che per sua Natura non esula dalla medesima Storia, sia essa scritta dalla destra-nazional-fascista-populista, o da una sinistra avversa alla stessa; anzi ne rileva e rivela i paradossi inscritti nel comune denominatore della falsità con cui l’ugual Trama della Storia, con cui lo spartito intona la sua messa in scena, si coniuga non solo al popolo e il peggior populismo che si merita, ma sulla falsità e calunnia con cui viene quotidianamente edificata.
Condizione necessaria e sufficiente è la falsità circoscritta nella calunnia.
Nella sua prefazione l’autore si spende in diverse sagge riflessioni sull’origine delle arti e delle scienze: in principio esse consistono di teoremi e pratiche sparse, trasmesse di maestro in maestro e rivelate soltanto ai discepoli, finché a un certo punto non arriva un qualche genio che si prende la briga di raccogliere queste proposizioni sconnesse per ridurle a un sistema assennato.
Questo è il caso della nobile e utile arte della menzogna politica, che in quest’ultimo periodo è stata arricchita da svariate e nuove scoperte: in virtù di ciò non dovrebbe più giacere nell’immondizia e nella confusione, ma potrebbe giustamente rivendicare un posto nell’Enciclopedia, e proprio in quanto utile modello educativo per la scaltra classe politica.
Essendo il primo ad aver realizzato questo progetto, l’autore si aspetta non poca gloria nelle età future; e per la stessa ragione si augura che gli saranno perdonate alcune imperfezioni della sua opera. Egli invita tutte le persone di talento, o che hanno fatto nuove scoperte in questo campo, a comunicare i loro pensieri, assicurandoli che di loro verrà fatta onorevole menzione nella sua opera.

Nel primo capitolo del suo eccellente trattato l’autore ragiona filosoficamente sulla natura dell’uomo, e su quelle qualità che la rendono suscettibile di esser bugiarda. Egli ipotizza che l’anima sia della natura di uno specchio piano cilindrico: il lato piano sarebbe stato così concepito da Dio onnipotente, poi il Diavolo avrebbe forgiato l’altro lato in forma cilindrica. Il lato piano mostra gli oggetti per quello che sono mentre il lato cilindrico, in virtù delle leggi ottiche, mostra necessariamente gli oggetti veri come falsi e gli oggetti falsi come veri; ma essendo il lato cilindrico di superficie più ampia, riceve un’estensione ben più grande di raggi visivi.
L’arte e il successo della menzogna politica risiede in tale lato cilindrico dell’anima.
Egli dimostra l’esistenza di menzogne politiche di natura mista, che includono tutti e tre questi diversi aspetti. L’utile regna di solito nei dintorni della Borsa, il dulce e l’honestum nei dintorni di parlamenti e tribunali. Un uomo diffonde una menzogna per vendere o comprare azioni, e per trarne un maggior profitto; un altro perché è onorevole servire il proprio partito; e un altro ancora perché è dolce appagare la propria sete di vendetta.

Dopo aver spiegato i diversi termini della sua definizione, egli prosegue, nel terzo capitolo, a ragionare sulla legittimità della menzogna politica, che deduce dai suoi veri e genuini princìpi, indagando sui vari diritti alla verità che ha il genere umano.
L’autore mostra come le persone abbiano diritto alla verità privata dai loro vicini e alla verità economica dalla propria famiglia; che non dovrebbero essere ingannati dalle mogli, figli e servitori; ma che non hanno alcun diritto alla verità politica; che probabilmente potrebbero pretendere pure di essere grandi proprietari terrieri, e di possedere grandi tenute, così come di farsi raccontare la verità nelle questioni di governo.
Con grande acume l’autore indica le varie quote di verità a cui hanno diritto gli uomini, in proporzione alle proprie capacità, alla propria dignità e professione; e dimostra che i bambini non hanno quasi nessuna quota; in conseguenza di ciò, molto raramente vengono dette loro delle verità. Si deve ammettere che qui l’autore mostra qualche apparente difficoltà a rispondere, e a spiegare alcuni testi della Scrittura e una predica tenuta recentemente in presenza di Sua Maestà a Windsor.
Il quarto capitolo è totalmente rivolto al seguente quesito:
‘Il diritto di inventare menzogne appartiene esclusivamente al governo?’.
(J. Swift)

Sembrerebbe di sì!
Lo dimostreremo in questo breve intervento che esula dal loro altolocato intelletto privo, cioè privato del dovuto ingegno con cui si è soliti confondere la Ragione e non solo quella di Stato, bensì la Ragione confinata nella ‘proprietà privata’ di interpretarla ed esercitarla, e con cui non ‘intuendo’ si attribuisce (o meglio delega) la medesima apparente funzione nel diritto di essere confusi dallo stesso mal-governo così ampiamente votato.
Ovvero, una predisposizione alla ‘proprietà privata’ dell’intelletto ad uso di più colte facoltà intellettive che esulano dal popolo populista o fascista di stampo italico la quale la confinano nel recinto dell’avere, mentre sappiamo che la stessa un bene immateriale che esula dall’Avere (o non Aver mai avuto) ma appartiene all’Essere.
Ovvero ed ancora, Essere o non Essere uomini liberi e in facoltà del libero arbitro con la capacità di Ragionare su cosa sia il Bene e il Male affinché il raggiro la menzogna la politica non prevalga sull’Anima d’Ognuno?
Nessuno escluso infatti esiliato e perseguitato dal famigerato popolo padano accompagnato dalla Giorgia preferita….
Con dedica ai Proci padani…

Falso esprime il significato primario del latino falsum (fallěre = mettere il piede in fallo, ingannare): alterazione parziale o totale del vero (verità) in documenti, testi letterari, atti giuridici, firme, sigilli, chiavi, merci, prodotti, pesi, misure, opere d’arte, teorie, ricerche scientifiche, dottrine religiose e politiche.
Come sinonimo, con specifiche accezioni settoriali, incontriamo apocrifo (= occulto, segreto, escluso dal canone dei libri ispirati o da quello, più o meno dichiarato, del corpus di un autore o di una scuola letterario-filosofica), spurio e altri termini: impostura, contraffazione, mistificazione, adulterazione, pseudepigrafia i più frequenti; per quanto riguarda l’autore del falso domina incontrastato falsario, talvolta nelle forme obsolete di falsificatore o falsatore; meno frequenti impostore e contraffattore; il falsario, insieme al ladro, al grassatore, all’omicida, ha un posto di riguardo tra i “tipi” criminali individuati dai crani nell’Uomo criminale di Cesare Lombroso.
All’italiano falso, e sinonimi, corrispondono in francese faux-fausseté, falsification, faussaire-falsificateur, contrefaçon-contrefacteur, mystification-mystificateur, supercherie, in spagnolo falsía-falsedad – falseador (o falsificador), contrahechura-contrafaccion, in inglese forgery, fake, fraud, imposture, counterfeit(-ing), superchery (dal fr.), in tedesco Fälschung-Falschheit-Verfälschung, Unechtheit.
‘Il concetto di falsità presuppone quello di verità, di cui esprime l’opposizione’, recita l’Enciclopedia filosofica Bompiani: dunque a falso si contrappone vero, anch’esso con molteplici significati e contesti (originale, autentico, genuino, canonico, etc.).

Intorno a ‘falso-falsità’, spesso declinato nella più comune accezione di menzogna (più attenuato bugia), si è affaticata la riflessione di filosofi, teologi, storici sin dal mondo classico; Omero e Platone, per esempio, offrono temi e concetti di riferimento ripresi dal pensiero occidentale in età medievale e moderna.
Dalla Bibbia e dai grandi filosofi classici prende ispirazione il pensiero di Agostino e Tommaso d’Aquino su falso e menzogna; la definizione di Agostino in particolare diventa un punto fermo ineludibile per filosofi e teologi dei secoli successivi: ‘mendacium est falsa significatio cum voluntate fallendi’ e ancora ‘non omnis […] qui falsum dicit mentitur’, mentiens è colui che mente, mendax è il bugiardo, l’impostore; l’illiceità totale, parziale, con riserva od eccezioni, della menzogna, con tutte le implicazioni di natura morale, religiosa, sociale, politica, sollecita dibattiti inesausti sino ai nostri giorni; ex falso sequitur quodlibet (da premesse false derivano proposizioni sia vere che false), recita un passo di autore ignoto, da molti “falsamente” identificato con Duns Scoto (1266-1308): le applicazioni in ambito storico-politico paiono evidenti.

Alle apologie della menzogna diffuse come esercitazione retorica tra Cinquecento e Seicento (Celio, Calcagnini, Giuseppe Battista, Pio Rossi) ma rifiorite anche di recente, si contrappongono le condanne senza riserve di teologi rigoristi (è un peccato contro Dio e san Giovanni ricorda che il diavolo è ‘bugiardo e padre di menzogna’) e filosofi: Montesquieu tesse l’elogio della sincerità e Kant nega il Presunto diritto di mentire per amore dell’umanità; Benjamin Constant riconosce, a certe condizioni e circostanze, il diritto alla menzogna; da Kirkegaard a Nietzsche, Jaspers, Sartre e tanti altri ricerca e riflessione su verità-menzogna continuano sino alle recenti sintesi critico-storiche di Derrida, Tagliapietra, D’Agostini.
Falsi storici in senso specifico i documenti storici (atti pubblici e privati, scritture, memorie, testi politici, filosofici, letterari, religiosi, opere d’arte, oggetti e merci e quant’altro dà testimonianza e memoria del passato) alterati, falsificati, creati ex nihilo, al fine di ottenere qualche vantaggio, ideale o materiale, nella vita politica, culturale, economica del proprio tempo o tramandare di un evento, di una dottrina filosofico-religiosa-politica, dell’azione di un personaggio o istituzione una memoria storica del tutto o in parte diversa dalla realtà.
Il falso storico è stato oggetto nel corso dei secoli di molteplici indagini: Mabillon, Muratori, Bresslau, Giry e, più di recente, Umberto Eco, tanto per ricordare alcuni degli studiosi più illustri, ne hanno messo a punto, con varie sfumature, concetto e definizione. Vedremo più avanti le distinzioni tra falsa identificazione, falsa attribuzione (ambedue deliberate o involontarie), autentico, apocrifo, finto; per ora, in via preliminare, soffermiamoci sulla distinzione tra falso diplomatico e falso storico. Falso diplomatico (anche contraffazione) è un atto fabbricato per attestare atti giuridici o eventi mai avvenuti o avvenuti ma di cui si è smarrita la documentazione originale; falso storico è un atto-documento formalmente autentico (genuino) ma che trasmette dolosamente dati inesatti, alterati o inventati (finti). ‘Frode è dell’uom proprio male’, ricorda Dante non è dunque da stupirsi delle infinite forme e varietà che assumono i falsi storici nel corso dei secoli.
Nel Medioevo, come vedremo, i falsi si praticano, ovunque, in tutti i modi, con i fini più diversi; nel Rinascimento falsi e critica storico-filologica fioriscono insieme, come dimostrano le frequenti contraffazioni di testi antichi e, di converso, la mirabile confutazione della Donazione di Costantino di Lorenzo Valla.

Nella prima età moderna gli storici, sollecitati dai traumatici rivolgimenti politico-religiosi, rivolgono attenzione e ricerca ai falsi storici propriamente detti; ai Centuriatori di Magdeburgo che denunciano la falsità di molti documenti, soprattutto agiografie, della tradizione cattolico-papale rispondono Maurini e Bollandisti sul versante cattolico, peraltro diviso tra ordini religiosi rivali e concorrenti (Gesuiti, Carmelitani, Benedettini).
Falso storico dunque è una fonte-documento che fabbrica, inventa o altera una realtà storica e/o ne tramanda una falsa memoria; talvolta l’espressione è pure usata per indicare la falsificazione della storia, ovvero una ricostruzione di eventi storici falsa, o ritenuta tale, perché fondata su documenti falsi o veri ma interpretati in modo distorto e fuorviante.
A praticare una falsificazione storica sono singoli storici, mossi da più o meno trasparenti sollecitazioni ideologiche, politico-religiose-sociali, ma anche gruppi, movimenti politici e religiosi. I grandi regimi totalitari del Novecento (fascismo, nazismo, stalinismo), ad esempio, fanno della sistematica “falsificazione della storia” antica e recente, uno dei cardini della loro azione propagandistica per manipolare e “intossicare” l’opinione pubblica.
‘Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato’ e dunque ‘la storia era un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva’: questa falsificazione integrale della storia [così perfetta che ‘una volta portata a termine l’opera’ non è più possibile ‘dimostrare che una qualsiasi falsificazione avesse avuto luogo’] nel Socing immaginato da Orwell, specchio utopistico del socialismo reale dell’URSS staliniana, è messa in opera da un ministero della “Verità”, in effetti un ministero della “Menzogna”.
(P. Preto)

UN BREVE ESEMPIO SU UGUAL CONCETTO DI DIFESA:
Matteo Salvini non ci sta. Dopo la condanna di Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato in Cassazione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo uomo dopo l’assalto al suo negozio il 28 aprile del 2021, il ministro lancia un appello per chiedere la grazia.
“È stato mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione. Secondo la ‘giustizia’ italiana ha esagerato. Io non auguro a nessuno di trovarsi in un contesto drammatico come quello – dice Salvini nel video – Non entro nel merito della sentenza, ritengo ingiusta questa condanna e chiedo grazia per Roggiero, un lavoratore onesto, tranquillo, per un nonno che non merita il carcere”.
Nel post Salvini rivolge l’appello direttamente al presidente della Repubblica, sperando di essere “in tantissimi” a rivolgere lo stesso appello.
LA DIFESA E L’AGGREDITO
La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha elogiato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per alcune sue dichiarazioni contro il sostegno all’Ucraina, nelle quali ha paragonato le sanzioni dell’Unione europea e degli Stati Uniti contro Mosca alle invasioni della Russia di Napoleone, della Germania nazista e dell’Italia fascista.
La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha elogiato le parole del ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, pronunciate durante una puntata di Quarta Repubblica, programma televisivo di Rete 4.
Salvini aveva descritto le sanzioni che Europa e Stati Uniti hanno inflitto alla Russia come inutili e non in grado di mettere in ginocchio il Paese.
(Web)

Da questi due brevi Frammenti si esplicita in maniera incontrovertibile non solo il ‘raggiro’ della politica ma anche i mestieranti della stessa nel protratto raggiro che al meglio li caratterizza, in quanto interpretare il concetto di ‘difesa’ nel senso storico di una protratta aggressione comporta una simmetrica ed uguale interpretazione.
Ne deduciamo che la ‘difesa’, o meglio, l’omicidio premeditato nel quale il polito si evidenzia negando la verità accertata sia dissimile ad un intero popolo ostaggio di ugual medesima premeditazione in cui il politico, lo stesso, si evidenzia per la negazione della stessa…
